La Campania si confronta con una domanda sempre più urgente di assistenza psicologica, soprattutto tra gli adolescenti, mentre il sistema di supporto fatica a rispondere adeguatamente alle esigenze emergenti.
La salute mentale in Campania sta emergendo come una questione cruciale, soprattutto tra i più giovani che, dopo il periodo pandemico, cercano con maggiore consapevolezza un aiuto professionale. Tuttavia, questa crescente richiesta si scontra con un sistema di assistenza ancora fragile e sottofinanziato, incapace di offrire risposte tempestive e adeguate.
Il fenomeno non è solo sanitario ma anche culturale: persiste infatti un forte stigma che rallenta l’accesso alle cure, lasciando molte famiglie e istituzioni in difficoltà nel riconoscere e affrontare tempestivamente i segnali di disagio. Le scuole, pur essendo un punto nevralgico per l’identificazione precoce dei problemi, dispongono solo parzialmente delle risorse necessarie per intervenire efficacemente.
Nonostante l’arrivo di fondi importanti, come i 32,5 milioni destinati alla regione, la reale capacità di trasformare queste risorse in servizi capillari e accessibili resta limitata. È urgente quindi un ripensamento complessivo che coinvolga non solo gli operatori sanitari, ma anche genitori, insegnanti e la comunità intera, per superare pregiudizi e favorire una cultura di ascolto e supporto.
La sfida più grande è trasformare la crescente domanda di aiuto in un’opportunità concreta, costruendo una rete di sostegno che metta al centro la persona e la sua dignità, senza lasciare indietro nessuno. Solo così la Campania potrà garantire ai suoi giovani un futuro più sereno, in cui il benessere psicologico sia considerato una priorità collettiva.
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