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Quartieri Spagnoli, nuovo episodio di violenza: paura e spari in zona Portamedina

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La tregua è già finita e il rumore delle armi torna a risuonare nei vicoli dei Quartieri Spagnoli. L’ultima stesa, che ha infiammato nuovamente il cuore pulsante di Napoli, si è verificata nella notte tra sabato e domenica in via Portamedina, un’arteria affollata di residenti e commercianti, dove, intorno all’una, si sono uditi colpi d’arma da fuoco che hanno fatto tremare i cuori e accendere l’attenzione delle forze dell’ordine.

Intervenuti prontamente, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e della Scientifica della Questura hanno subito avviato le indagini, rinvenendo nella vicina via Montesanto cinque bossoli. Seppur nessuna persona sia rimasta ferita, l’episodio è emblematico di un clima sempre più teso e di una guerra tra gruppi giovanili che sembra non conoscere tregua. Come riportato da www.cronachedellacampania.it, i colpi sono stati sparati verso l’alto, manifestando un atto intimidatorio piuttosto che una volontà di colpire direttamente, ma il messaggio è chiaro: la paura e l’insicurezza tornano a farsi sentire nel centro storico.

Questa nuova stesa rappresenta il quarto episodio violento in appena sette giorni, dopo gli spari in piazzetta Trinità degli Spagnoli, dove venerdì scorso erano stati recuperati ben dieci bossoli calibro 7.65, esplosi contro un edificio e in aria. Solo qualche giorno prima, altre due stese avevano interessato via San Carlo alle Mortelle e via Laura Mancini Oliva, contribuendo a una preoccupante escalation di violenza. Un panorama inquietante, che dimostra come la vita quotidiana dei cittadini sia costantemente minacciata da conflitti tra bande giovanili.

L’intensificarsi di questi eventi non è fortuito. Gli investigatori parlano di una faida in atto tra gruppi criminali che si contendono il controllo del territorio. Da un lato il clan Elia, operante principalmente al Pallonetto di Santa Lucia, dall’altro il gruppo Percich, radicato a Montecalvario. Le repentine invasioni dei rispettivi territori non fanno altro che alimentare il confronto, e i residenti avvertono un’onda di tensione che continua a salire.

Ricordiamo la drammaticità delle sparatorie passate, come quella del 13 dicembre 2025, quando un conflitto a fuoco tra giovanissimi esplose in piazza Carolina, nei pressi della Prefettura. Sicuramente un precedente che spaventa la comunità, testimone di atti che dovrebbero essere considerati inaccettabili. Non più tardi del 21 marzo scorso, altri colpi d’arma da fuoco furono esplosi in via Rosario, a poca distanza dall’ospedale Pellegrini, parcheggiando la paura a pochi passi dai più vulnerabili.

Oggi nell’area dei Quartieri Spagnoli sarebbero attive almeno quattro diverse paranze. Un numero preoccupante che aggrava la già instabile situazione criminale. I cittadini chiedono risposte, non soltanto parole: quali misure concrete intendono adottare le autorità locali per riportare la calma in questi quartieri, per garantire una vita serena alle famiglie e un futuro migliore ai giovani?

La verità è che la lotta tra bande, pur non producendo feriti finora, rappresenta un segnale preoccupante di un malessere profondo che affligge Napoli. E così, mentre il rumore dei colpi d’arma da fuoco continua a risuonare tra le strade, la città intera si interroga: quale sarà il prossimo passo per restituire la serenità ai quartieri e garantire sicurezza a chi vive e lavora in queste zone? La domanda sul tavolo è evidente: fino a quando continuerà questo ciclo di violenza?

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