La lotta contro l’inquinamento del fiume Sarno torna a far parlare di sé, questa volta con un’operazione che ha coinvolto il comune di Boscoreale. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in sinergia con la Capitaneria di porto di Castellammare e il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri di Napoli, ha disposto il sequestro di un cantiere nautico della società “DE MAR S Nautica”, attivo nel territorio locale. Quello che emerge è una situazione allarmante, che richiama l’attenzione su problematiche ambientali che i cittadini non possono più ignorare.
Il sequestro, avvenuto il 1° luglio, ha fatto luce su presunti reati gravi: scarico abusivo di reflui industriali e gestione illecita di rifiuti, il tutto in un’area di oltre 1.300 metri quadrati, di cui 470 coperti da tettoia. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’attività di rimessaggio era sprovvista delle necessarie autorizzazioni, con il cantiere che risultava essere un ricettacolo di rifiuti e reflui, scaricati in modo irregolare.
Ma la situazione non si ferma qui. Gli investigatori hanno scoperto un bypass che convogliava direttamente i reflui industriali nella rete fognaria, eludendo ogni forma di depurazione. Un’azione che non solo viola le normative, ma mette a rischio la salute pubblica e l’ambiente, contribuendo ulteriormente al già compromesso ecosistema del Sarno.
La risposta delle autorità è stata tempestiva. Il sequestro preventivo è stato deciso per evitare che tali violazioni continuassero e per scongiurare danni ambientali ulteriori. Questo intervento rientra in una strategia più ampia di indagini che ha già portato, solo nel 2026, a 13 sequestri di cantieri nautici, contribuendo a un’azione collettiva contro l’inquinamento che affligge la Campania.
“Servirebbero più controlli e maggiore severità verso chi continua a inquinare”, è l’opinione che circola tra diversi residenti, preoccupati per uno scenario che sembra ripetersi.
Le autorità, nel periodo attuale, non si limitano a punire, ma cercano di costruire un percorso di risanamento che coinvolga tutti gli attori locali. L’inchiesta, infatti, è parte di un Protocollo d’intesa firmato da varie procure e agenzie, mirato alla salvaguardia del Sarno e del suo bacino idrografico.
Questa operazione solleva interrogativi su cosa dobbiamo aspettarci come cittadini. Il territorio chiede risposte concrete e un impegno fermo da parte delle istituzioni. Le problematiche ambientali non possono essere sottovalutate, e la comunità di Boscoreale, come tante altre lungo il fiume, merita di sentirsi protetta piuttosto che trascurata.
I cittadini attendono di vedere se queste misure non saranno l’ennesimo tentativo di arginare un problema profondo e, da un lato, temono di dover convivere con l’idea che si possa continuare a inquinare impunemente. Resta da capire quale possa essere il futuro per il Sarno e come la comunità possa finalmente essere messa al centro di questa lotta.


