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Maltempo a Napoli: la pioggia che allaga sogni e strade, e la politica cosa fa?

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Che Napoli sia una città di poeti e sognatori è risaputo. Ma quando il maltempo abbattutosi nelle ultime ore porta a allagamenti su Ischia e Bacoli, il sogno collassa. Non possiamo certo limitare il nostro giudizio a un evento atmosferico. La bomba d’acqua che ha colpito il golfo ha fatto emergere responsabilità nel governo locale, mentre cittadini e commercianti affrontano disagi gravissimi.

A Ischia Porto, uno dei bar più popolari è stato completamente invaso dall’acqua, costringendo i vigili del fuoco a un’immediata operazione di soccorso. Ma non è solo l’isola a essere in ginocchio. Strade allagate e infiltrazioni nelle scuole a Lacco Ameno, tombini saltati a Forio e problemi di accesso a San Ciro: un quadro drammatico che ha già messo in difficoltà migliaia di cittadini.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, ha informato sui social che le sue squadre stanno già facendo il possibile per affrontare l’emergenza: “Si sta abbattendo sulla nostra città una bufera con forte pioggia. Siamo già in strada con i nostri operai”. Parole che non bastano per nascondere una verità scomoda: l’inadeguatezza di un sistema che non sembra in grado di gestire una pioggia estiva.

Il contesto da conoscere

Il maltempo a Napoli non è una novità, ma gli eventi di questi giorni fanno interrogare sulla previsione e sulla gestione delle emergenze. Le testimonianze giungono da vari punti della città, affermando che le infrastrutture sono crollate sotto il peso dell’acqua. Le piogge intensificate sono l’effetto di un clima in evoluzione? Forse, ma è innegabile che il nostro sistema di drenaggio e le politiche urbanistiche siano rimaste indietro, lasciando i cittadini a lottare contro le acque che invadono le loro case e attività.

In attesa di interventi concreti da parte delle autorità, resta da chiedersi: quali soluzioni sono state proposte per affrontare questi fenomeni meteorologici che, sebbene oggi siano accentuati dai cambiamenti climatici, evidenziano la mancanza di una pianificazione a lungo termine? Molte domande e poche risposte, mentre le prime vittime di questa situazione sono i residenti, i commercianti e chi vive il territorio. Bisogna ripensare il nostro approccio alla gestione delle emergenze o ci ritroveremo a galleggiare, nuovamente, tra sogni e allagamenti?